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VILLAGGIO SOLIDALE

1- PROGETTO “Village Solidaire Congo” Intervento a favore di bambini/e e adolescenti svantaggiati che vivono in condizione di vulnerabilità e a rischio di esclusione sociale nel quartiere urbano di Makelekele, periferia di Brazzaville, Repubblica del Congo Il presente progetto ha come punto di partenza l’individuazione di una piccola comunità costituita da circa 100 bambini/e e adolescenti con scarse risorse che hanno trovato accoglienza, sostegno e protezione nel “villaggio solidale” sorto spontaneamente nel quartiere metropolitano di Makelekele, nella zona sud della capitale Brazzaville. La comunità, integrata da soggetti economicamente svantaggiati e a rischio di esclusione sociale, ha saputo progressivamente attivare una rete di protezione, formata da volontari e attori del privato sociale, decisi a contrastare le difficili condizioni di vita sperimentate dai bambini/e nell’area interessata. I bambini/e e adolescenti vivono attualmente in una struttura edilizia, alla periferia di Brazzaville, gravemente degradata e carente dal punto di vista dei servizi di base e, pertanto, non adatta a soddisfare pienamente i loro bisogni primari (asocio-sanitari ed educativo-formativi). La presente proposta di progetto, ispirata ai principi della solidarietà e della fratellanza tra i popoli, considerati pilastri portanti nella lotta all’esclusione sociale e alla povertà, è stata elaborata con l’obiettivo di trovare forme e risposte alternative e integrative a quelle di tipo assistenziale sino ad ora adottate, al fine di far fronte alle necessità dei bambini/e attraverso metodologie di intervento che possano essere replicabili e sostenibili.Il progetto considera, infatti, la costruzione di un Centro di accoglienza polifunzionale solo il primo passo, la pre-condizione, per poter attivare un processo di lungo corso che favorisca uno sviluppo psico-fisico equilibrato dei bambini/e beneficiari, divenendo luogo protetto di crescita e apprendimento, orientato alla loro piena integrazione nella comunità di riferimento. L’entusiasmo dimostrato dai bambini/e e dagli adolescenti coinvolti é senz’altro espressione della loro voglia di essere protagonisti di un futuro migliore e di agire come soggetti attivi e promotori di dinamiche di sviluppo locale. Inoltre, il forte legame che si è creato tra i volontari operanti nella vecchia struttura e i bambini/e, nonché la solidarietà dimostrata dalla comunità di riferimento, dal privato sociale e dalle istituzioni pubbliche nazionali, hanno stimolato la promozione di un intervento integrato, che miri ad uno sviluppo sociale sostenibile e affronti globalmente i problemi più gravi vissuti dai bambini/e e adolescenti beneficiari in condizione di vulnerabilità socio-economica, quali: le condizioni di degrado delle strutture in cui svolgono le attività inerenti al loro vivere comunitario; la carenza e/o l’inaccessibilità di servizi socio-sanitari di base; la difficoltà di accesso al sistema educativo formale; la carenza e/o la difficoltà di accesso ad opportunità formative finalizzate all’inserimento lavorativo; In riferimento a quanto descritto sopra, emerge la complessità di una problematica come quella che si riferisce alla condizione dei bambini/e e dei giovani dell’area interessata, e in base anche alla conoscenza locale, elenchiamo di seguito i problemi cui il presente progetto intende contribuire per la loro alleviazione. In generale, il problema dal quale la proposta di progetto prende le mosse è quello dei fenomeni di emarginazione sociale e educativa fra bambini e giovani delle classi più disagiate. Si identificano aspetti di forte degrado relativi alla dimensione sociale, culturale e urbanistica del fenomeno di emarginazione. La crescita di abitazioni irregolari, dove le condizioni dei servizi basilari sono molto precarie, hanno effetti devastanti non solo sull'ambiente, ma anche sui gruppi di quartieri che tentano di attenuare, con le proprie risorse, situazioni di grave disagio, adottando, spesso per scarsa preparazione e per la limitatezza dei mezzi disponibili, un approccio errato che finisce per favorire una situazione di degrado sempre più profondo. Inoltre, molto spesso la carenza di punti di riferimento affettivi, familiari e/o comunitari, produce una spirale negativa di perdita di autostima dei bambini/e e giovani, favorendo attitudini e comportamenti antisociali e un’incapacità ad attivare processi partecipativi positivi che potrebbero modificare in maniera significativa il mediocre livello della vita attuale. Questa "nuova marginalità", oltre che esclusa dal poter usufruire delle opportunità esistenti in termini di strutture (accesso ai servizi pubblici, crediti, etc.), ha difficoltà a pensare ed attuare una propria progettualità e soggettività sociale e individuale, per mancanza di strumenti di conoscenza e di formazione.. Data l’ampiezza e la complessità del problema generale che il progetto intende affrontare, la costruzione di un Centro polifunzionale rappresenta la risposta più immediata e il punto di partenza per avviare un sistema di sviluppo integrato in favore dei beneficiari. La struttura è progettata secondo standard di alta qualità, sicurezza e piena integrazione con il piano territoriale esistente, in modo da ridurre al minimo l’impatto nell’area , sarà una struttura architettonica che favorirà l’aggregazione necessaria per un ottimo risultato di scolarizzazione e formazione avendo però un occhio di riguardo verso il rispetto delle individualità evitando grosse stanze comuni. Dal punto di vista meramente progettuale sono stati prediletti materiali locali facilmente reperibili in loco, sia per ottimizzare i costi sia per restare nell’ottica di sviluppo anche economico dell’area di intervento. Si è pensato ad un Cantiere Scuola che formi nuove figure professionali nel campo dell’ edilizia sia per la progettazione che per la realizzazione, approfittando così di questa occasione non solo per avere un prodotto finale funzionante ma anche per incrementare la formazione lavoro importantissimo per lo sviluppo professionale degli attori dell’area di intervento. All’interno del Centro, le attività che proponiamo di realizzare riguarderanno tre diverse aree di intervento: Area Educativa; Area Socio-economica; Area Comunitaria. La proposta progettuale, che si configura come un intervento integrato a carattere sociale, intende attivare processi di consapevolezza e partecipazione attiva riguardo la prevenzione del rischio di esclusione sociale cui sono soggetti i minori e gli adolescenti e favorirne il loro futuro inserimento in contesti comunitari a loro più prossimi, rispettando il principio di appartenenza del minore alle proprie radici culturali e comunitarie. Inoltre, il progetto intende attivare processi di consapevolezza e di autodeterminazione della comunità di riferimento, nell’affrontare uno dei più gravi fenomeni di disagio sociale che oggi ancora affligge il Paese. L’obiettivo generale del progetto è quello di contribuire al miglioramento della qualità della vita dei bambini/e e adolescenti in condizione di vulnerabilità e a rischio di esclusione sociale dell’area sud di Brazzaville, potenziando e ampliando quanto finora realizzato dai volontari in loco e con il coinvolgimento e la partecipazione attiva dei beneficiari, adottando un modello di intervento integrato per la prevenzione dell’emarginazione sociale e sostegno educativo-formativo dei minori. Il Progetto, mirerà a: Garantire un ambiente sicuro ai bambini/e e adolescenti della comunità di riferimento, in cui completare uno sviluppo psico-fisico equilibrato e che sia punto di partenza per una piena integrazione nella comunità di appartenenza. Il Centro di accoglienza polifunzionale che si prevede di realizzare sarà il luogo in cui, nel quadro della sicurezza sociale, il minore possa svolgere attività di socializzazione e formativo-educative che gli assicurino uno sviluppo cognitivo ed emotivo completo. Promuovere l’accesso all’educazione formale e non dei bambini/e e ragazzi/e a rischio di esclusione sociale e in condizione economica svantaggiata, offrendo loro opportunità educative alternative, e favorendone l’integrazione sociale e comunitaria. Migliorare l’accesso all’assistenza sanitaria di base dei minori e promuovere azioni educative e di sensibilizzazione sul tema della prevenzione e del diritto alla salute. Promuovere percorsi formativi di tipo professionale per i/le giovani, mirati all’inserimento lavorativo, potenziando le opportunità di impiego presenti sul territorio di riferimento e svolgendo un’azione di orientamento professionale. Utilizzare una metodologia d’intervento partecipativa, coinvolgendo la comunità locale di riferimento, gli operatori coinvolti a tutti i livelli (amministratori locali, società civile, operatori socio-sanitari, ecc) e gli stessi minori beneficiari dell’iniziativa nella realizzazione delle attività, come interlocutori fondamentali nella formulazione di processi di sviluppo efficaci e sostenibili ed in qualità di futuri soggetti attivi per lo sviluppo. Potenziare e sviluppare risorse economiche, umane ed organizzative presenti sul territorio, favorendo metodologie di raccordo tra il territorio e le istituzioni pubbliche. Migliorare le competenze ed il coinvolgimento di tutti coloro che operano all’interno del Centro o che svolgono attività di supporto a livello di comunità sulla tutela dei diritti dei minori e sulle metodologie di intervento, tenendo anche conto delle problematiche connesse al genere. Creazione di una rete di collegamento e collaborazione con le varie istituzioni locali ed internazionali che operano sullo stesso territorio, al fine di operare in sinergia, condividere le esperienze ritenute positive e favorire la costituzione di veri e propri partenariati in grado di potenziare l’azione. Si prevede inoltre di focalizzare l’attenzione sulla dimensione di genere attraverso l’analisi puntuale di quei fattori che tendono a discriminare le bambine/ragazze all’interno della comunità d’appartenenza. Si porrà pertanto un’attenzione costante alla tematica per combattere le discriminazioni. Per instaurare tale processo di realizzazione del complesso (organizzazione della forza lavoro e completamento materiale della struttura architettonica) ed organizzazione delle strutture attive all’interno dello stesso (attivazione dei processi formativi educativi) si è stimato un tempo utile di 30 mesi a partire da Luglio 2006.
 
 
 

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